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Un nuovo organo per la Chiesa Parrocchiale di Giubiasco
La
Chiesa Parrocchiale di Giubiasco, in bella mostra al centro di un
ampio spiazzo verde in posizione privilegiata all'interno di Piazza
Grande, è dedicata a Santa Maria Assunta. Essa è attestata per la
prima volta in documenti del 1387, ma la sua edificazione risale al
XIII secolo. Tra il XV e il XVII secolo, l'edificio, a una sola
navata e pianta rettangolare, verrà ingrandito e rimaneggiato più
volte. Oggi al suo interno, trova posto, sopra la cantoria,
appeso alla controfacciata, un organo a trasmissione
elettro-pneumatica con somieri a membrane, composto di due corpi
sonori distinti e consolle separata. Costruito dalla famiglia
Vincenzo Mascioni nel 1948, reca il numero d'opera 636. Si tratta di
uno strumento concepito e realizzato nel primo dopoguerra, secondo i
canoni e il gusto dell'arte organaria di quella particolare epoca.
In precedenza, la Parrocchiale possedeva uno strumento,
verosimilmente di tradizione lombarda e d'antica costruzione, dotato
di un solo manuale e di trasmissione meccanica. I pochi documenti
finora rinvenuti sono della fine del 1800 e attestano unicamente il
precario stato di funzionamento dell'organo. Per questo motivo, nei
primi decenni del 1900 si susseguono gli interventi da parte di
organari italiani e austriaci (Giuseppe Vedani e Pietro Bernasconi
di Varese, i Fratelli Mayer di
Feldkirch nel Voralberg), che propongono altrettanti progetti per la
costruzione di nuovi strumenti rimasti però sempre sulla carta.
È
solo nella primavera del 1947 che, per iniziativa della Corale
parrocchiale, si decide di acquistare un organo liturgico di
modeste dimensioni.
La sua composizione fonica è la seguente:
I manuale - Grande Organo II
manuale - Espressivo
Principale
8' Bordone 8'
Flauto 8' Viola 8'
Dulciana 8' Flauto
armonico 4'
Ottava 4' Voce
celeste 8'
Decimaquinta 2' Cornetto d'eco
2 2/3' 2-3 file
Ripieno 1 1/3' 4 file Tremolo
Pedale
Subbasso
16'
Basso 8'
Sulle caratteristiche di questo strumento è eloquente il parere
della Commissione diocesana per la musica sacra che, chiamata ad
esprimersi sul progetto e, sia pure rilasciando un preavviso
favorevole, non lesina qualche appunto critico sulla composizione
fonica. Don Luigi Agustoni, che con il maestro Luigi Picchi aveva
progettato l'organo commissionato alla Ditta Mascioni per la
Parrocchiale di Ligornetto, scrive: "La
Commissione fa però osservare che la disposizione dei registri non è
troppo organistica: anche in organi di piccole dimensioni si
dovrebbero curare meglio le caratteristiche di una disposizione
veramente organistica dello strumento".
Si
prende atto … ma si tira dritti. Domenica 17 ottobre 1948 il nuovo
organo è inaugurato da Luigi Picchi con un programma che prevede,
oltre a composizioni dello stesso maestro e un non meglio
identificato preludio e fuga di Bach, anche la Rêverie di
Schumann. Com'era consuetudine in quel tempo, sul programma di sala
si legge: "Applausi vietati - Ragazzi non ammessi".
Nonostante la disposizione indubbiamente poco organistica,
soprattutto della seconda tastiera, che per la verità offre almeno
un bel cornetto, il piccolo strumento della Parrocchiale ha
assicurato per sessanta anni il suo diligente servizio. Nel
2004 iniziano a manifestarsi disfunzioni di una certa importanza.
D'intesa con il Consiglio Parrocchiale, decidiamo di
interpellare la ditta costruttrice per un sopralluogo. Allestiamo un
elenco dei difetti apparenti, così da permettere una valutazione dei
costi nel caso di un intervento conservativo. Tenuto conto
dell'usura generale delle parti meccaniche ed elettriche, la spesa
appare subito rilevante e l'ipotesi, più lungimirante, di un nuovo
strumento inizia a farsi strada.
Il Consiglio parrocchiale, sensibile alla
problematica, m'incarica di sottoporgli alcune proposte. Elaboro due
progetti di massima, sostanzialmente simili per quanto attiene alla
struttura dello strumento, ma distinti per quanto riguarda la
composizione dei registri. La scelta inderogabile della trasmissione
meccanica e i vincoli imposti dal fatto che la Parrocchiale è
monumento protetto, ne determinano però la concezione di base. Mi
oriento verso la realizzazione di uno strumento da collocare in
posizione centrale sulla tribuna sovrastante l'ingresso principale
della chiesa, con positivo tergale incastonato nel parapetto. Questa
soluzione, oltre ad essere acusticamente favorevole, mantiene
integro il pregevole coro ligneo addossato alla controfacciata e
consente di ricuperare l'affresco sopra la lunetta, ora parzialmente
nascosto dalla presenza dell'organo. Illustro il mio punto di vista
al Consiglio parrocchiale e, prima di prendere una decisione
definitiva, l'invito a sentire il parere di un esperto indipendente.
Suggerisco di contattare il maestro Livio Vanoni, che ben volentieri
s'incontra con alcuni membri del Consiglio parrocchiale,
esprimendosi decisamente a favore della sostituzione dell'organo e
sostenendo in modo convincente la variante "fonicamente" più ricca
del mio progetto.
La
decisione del Consiglio parrocchiale non tarda a giungere. Occorre
adesso affinare il progetto, allacciare i contatti con i potenziali
costruttori, vagliare le loro offerte, decidere a chi assegnare
l'incarico, preparare un piano di finanziamento e, soprattutto,
convincere l'Assemblea a votare il credito. Nomino alcune note ditte
di fabbricanti d'organo d'oltre Gottardo e d'Italia. Il Consiglio
parrocchiale sceglie chi interpellare e m'invita a partecipare ai
colloqui con i concorrenti. Esaminate le offerte, nei primi mesi del
2006, si decide di dare la preferenza alla Ditta Vincenzo Mascioni
di Azzio.
Se
tutto procederà secondo programma, quest'anno, la Parrocchia di
Giubiasco vivrà certamente un tempo d'Avvento e un Natale diversi
dal solito.
Michele
Beltrametti |