PALERMO - S.MARTINO DELLE SCALE

Descrizione fonica dello strumento

Tre tastiere 61 note
Pedaliera 32 note

Intonazione:       

Franco Nicora

I° Tastiera - G.Organo

  1. Principale 16'
  2. Principale I 8'
  3. Principale II 8'
  4. Flauto di legno 8'
  5. Ottava 4'
  6. Flauto in ottava 4' (in legno)
  7. XII 2.2/3'
  8. XV 2'
  9. XVII 1.3/5'
  10. XIX 1.1/3'
  11. XXII 1'
  12. Ripieno grave 2f.
  13. Ripieno acuto 4f.
  14. Cornetto 3/4f.
  15. Voce Umana 8'
  16. Tromba 16'
  17. Tromba 8'

II° Tastiera - Positivo

  1. Principale 8'
  2. Flauto 8' (in legno)
  3. Ottava 4'
  4. Flauto in ottava 4' (in legno)
  5. Quintadecima 2'
  6. Flauto ottavino 2'
  7. Decimanona 1.1/3'
  8. Ripieno 3f. 1'
  9. Cornetto 3f.
  10. Regale 16'
  11. Cromorno 8


Organo a trasmissione meccanica per tastiere e pedaliera, elettrica con combinazioni aggiustabili per i registri.

Dispositivo di servo-assistenza con 999 combinazioni agg.li per l'azionamento dei registri (disinseribile dall'organista)

III° Tastiera - Recitativo

  1. Principale 8'
  2. Bordone 8'
  3. Viola da Gamba 8'
  4. Ottava 4'
  5. Flauto in ottava 4'
  6. Flauto in quinta 2.2/3'
  7. Quintadecima 2'
  8. Ripieno 4f.
  9. Flauto in terza 1.3/5'
  10. Voce Celeste 8'
  11. Controfagotto 16'
  12. Tromba armonica 8'
  13. Oboe 8'

    Tremolo

Pedale

  1. Contrabasso I 16'
  2. Contrabasso II 16'
  3. Quinta 10.2/3'
  4. Basso 8'
  5. Flauto 8'
  6. Ottava 4'
  7. Ripieno 4f. 2.2/3'
  8. Trombone 16'
  9. Tromba 8'
  10. Clarone 4'

Unioni meccaniche

  1. I al Ped.
  2. II al Ped.
  3. III al Ped.
  4. II al I
  5. III al I
  6. III al II

 

Il Nuovo Organo

Con la consulenza dei Maestri Francesco Paradiso e Francesco Catena il 27 gennaio 1998 viene redatto un progetto che prevede il recupero, con restauro, dell'organo di sinistra "La Grassa" e la costruzione di un grande organo a tre manuali, a trasmissione meccanica integrale (tasti e registri) inglobante la fonica superstite del precedente organo "La Grassa".

Solo due anni dopo l'Abbazia ottiene il finanziamento regionale per la realizzazione dell'opera. Iniziati nel mese di luglio 2002, i lavori, sotto la direzione dell'Ispettore della Soprintendenza di Palermo, M° Giovan Battista Vaglica, si sono conclusi con il concerto inaugurale del M° F.Finotti il 19 luglio 2003.

Nella foto a lato la nuova consolle dell'organo.

La storia

(da uno studio di Francesco Paradiso1 pubblicato dall'Associazione Culturale Festival Organistico San Martino delle Scale in occasione del 650° anniversario della riedificata Fabbrica di San Martino delle Scale)

Dal 1494 al 1771 la Basilica Abbaziale di San Martino delle Scale ha sicuramente goduto della presenza di due organi. Uno l’Organo Grande, l’altro l’organetto piccolo “per il coro di notte di San Martino”. Di quest’ultimo purtroppo non v’è più traccia. Per quasi tre secoli i due strumenti hanno sostenuto il canto della comunità monastica ed accompagnato le celebrazioni liturgiche. Conservate presso gli archivi palermitani le note di spesa del monastero documentano la progettazione, la costruzione, la manutenzione di questi strumenti e testimoniano la presenza di numerose e qualificate maestranze alcune delle quali di indiscusso valore.

In principio, nel 1494, ricordiamo l’opera di m.o. Angelu de Iurdanu, organista (?), e m.o. Bartholomeu Skillaci, “organaru”. 11 31 gennaio 1594 - in contemporanea con la realizzazione del coro dell’Abbazia (1591-1597) - la comunità monastica stipula un contratto con Mag.r Raffael La Valli (Raffaele La Valle 1543 ca. - 1621) - Panormitano Organario Eminentissimo - per la progettazione e la costruzione di uno strumento “di la forma e disegno de l’organo del convento di s.to Franc.o di questa città di Pal.mo”. Il manufatto, disperso, è tipico dell’arte organaria siciliana cinquecentesca. Pochi registri - dieci - un’unica tastiera di cinquanta tasti con prima ottava “corta”, pedaliera “siciliana” senza registri indipendenti ed il tremolo detto “tremolante”. Nel 1753 Ignazio Faraci e Baldassarre di Paola - organari - si obbligano a migliorare e restaurare lo strumento. Una serie di modifiche ed aggiunte culminano con l’opera dell’alcamese Baldassarre di Paola (1719 ca. - 1797). “Professore di lucido ingegno” ed autore di magniloquenti ripieni aggiunge all’organo nuovi registri ed accessori di carattere imitativo tipici dell’ organaria tardobarocca.

Fra il 1770 ed il 1784 l’Organo Grande di San Martino si arricchisce dunque di 72 registri e quattro tastiere, Le tastiere del tipo “a finestra” - così come accade nel monumentale organo opera di Donato del Piano (1704 - 1785) presso il monastero benedettino di San Nicolò l’Arena di Catania (1755 - 1764) - comandano tre organi distinti: il primo, al centro della cantoria, ha due tastiere e la pedaliera; i due laterali, distanti un paio di metri circa da quello centrale, hanno solamente una tastiera senza pedaliera. La fonica è caratterizzata dalla presenza di “molti strumenti d’orchestra ben imitati, l’intera Banda militare, l’Eco (seconda tastiera), un armoniosissimo Ripieno e i Contrabassi a tuono dei quaranta (32’ piedi) e quattro tastature per sonarsi in concerto con tre diverse persone”.

Morto Baldassarre di Paola, creatore del singolare strumento, la manutenzione viene affidata al figlio Giovanni Battista (1745 1813). Nel 1807 a Filippo di Blasi di Pietraperzia (Ernia). Fra gli organari del monastero ricordiamo anche Salvatore la Grassa. Questi prestò la sua opera fra il 1843 ed il 1849.

Il 18 giugno 1850 Basilio Alfano presenta una relazione di restauro ed ammodernamento dello strumento ma il progetto non incontra il favore dei monaci.

Il 26 marzo 1852 - completato il magnifico organo a sette tastiere tre al centro e due ai lati destinato ad esecuzioni collettive presso la collegiata di San Pietro a Trapani (1836 1842) - il geniale organaro di Altarello di Baida Francesco la Grassa Selafani (1802 - 1868) stipula un contratto per la ricostruzione dell’organo di San Martino. Tra il 1852 ed il 1856 ed oltre, fino al 1862, costruisce il nuovo strumento. Per espresso volere dei monaci egli utilizza tutto l’antico materiale fonico ancora disponibile. Pervenutoci solo in parte l’organo consta di circa 47 registri e di cinque tastiere del tipo a “finestra”. Esse comandano tre organi: il primo al centro con tre tastiere di 63 tasti e la pedaliera di dodici pedali, i due ai lati con una tastiera ciascuna di 51 tasti e la pedaliera anch’essa di dodici pedali. Lo strumento di 3150 canne e del costo di 1200 onze non ha vita lunga. Nel 1913 in ossequio ai principi della riforma liturgica il palermitano Giacinto Micales Lugaro lo trasforma sensibilmente. Le tastiere centrali sono ridotte a due Grand’Organo ed Espressivo - diminuendo anche il numero dei registri, 21. Rimangono inalterati l’Organetto Corale (organo di sinistra) ed il grande prospetto.

Nel 1918 ricordiamo l’intervento della casa organaria Laudani e Giudici di Palermo.

Nel 1953 il palermitano Gaspare Schimicci colloca una consolle elettromagnetica con due tastiere in basso, sotto la cantoria, dietro l’altare maggiore. Essa comanda quanto è rimasto del Grand’Organo e dell’Organo Espressivo lasciando inutilizzato l’organo di sinistra.

Nel 1985, infine, il Cav. Giuseppe Ruffatti costruisce un nuovo organo a tre tastiere di 47 registri e di circa 4000 canne incorporando ed elettrificando l'organo di sinistra.
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1 Francesco Paradiso, "Per Attratto e Maestria" - Organari Siciliani fra XVI e XIX secolo


Restauto Organo "La Grassa"

Collocato sul lato sinistro della monumentale cassa, lo strumento è così composto:
Consolle internata "a finestra" nel basamento sulla sinistra del grande prospetto.
Tastiera cromatica di 51 note, di tipo pianistico, rivestita d'osso (i naturali) e d'ebano (i cromatici), collegata al somiere con meccanica di rimando. Pedaliera di 12 note.
Registrazione a pomello alla sinistra della tastiera, su placca di ottone con le seguenti diciture incise:
Flauto 8', Ottavino, Flauto in ottava, Ottava, Flauto misto, Principale
Sulla destra maniglione per Ripieno e comando per la "Zampogna".

Somiere "a tiro" con 11 stecche; disposizione dei registri partendo dal prospetto:

  • Principale 8' dal Do2 in prospetto dal Do2 al Re3
  • Flauto 8' dal Do1 le prime 12 note sono sempre inserite
  • Ottava 4' dal Do1 "
  • Flauto in ottava dal Do2
  • Ripieno dal Do1 (4 file) (8 file dal Do2)
  • Ottavino dal Do2
  • Flauto composto dal Do3 (12ª-17ª)

 


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