Concerti di inaugurazione
Sabato 17
dicembre 2011 ore 19.30 - Inaugurazione solenne
Rito della Benedizione presieduto da
mons Arturo Aiello
M° Maria Teresa Roncone
J.S.Bach (1685-1750) - Toccata e fuga in Re minore BWV 565
H.Andriessen (1892-1981) - Toccata
M.E.Bossi (1861-1925) - "Stunde der Freude"
M° Emanuele Cardi
Henri Mulet (1878-1967) - Carillon-Sortie
Maurice Duruflé (1902-1986) - Prélude e Fuge sur le nom d'Alain OP.
7 (1942)
César Franck (1822-1890) - Final Op. 21 (DEDICATO a Lefébure-Wély)

Domenica 18 dicembre 2011 ore 19 - M°
Andreana Pilotti
Lunedì 26 dicembre 2011 ore 20 - Concerto
di Natale coro "Laudate Dominum"
Venerdì 30 dicembre 2011 ore 19 - M° Olga
Laudonia
Giovedì 5 gennaio 2012 ore 19 - M° Maurizio
Rea
Domenica 8 gennaio 2012 ore 19 - M° Mauro
Castaldo
Domenica 15 gennaio 2012 ore 19 - M° Angelo
Castaldo
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Don Luigi De Rosa
Nel decimo anniversario della
dedicazione della chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano in
Vairano Scalo, si realizza il sogno di impreziosirla con un organo a
canne monumentale di grande valore.
Nella celebrazione dei divini misteri ha notevole importanza la
musica sacra; l'organo poi è tenuto in grande onore nella Chiesa,
esso infatti, accompagnando i canti e i momenti liturgici, aggiunge
splendore alla celebrazione, favorisce la preghiera dei fedeli e
innalza la loro mente a Dio.
Il suono dell'organo nel contesto celebrativo, sostiene il canto
unanime dei fedeli, espressione di quel cantico nuovo che sarà
veramente tale se all'accordo degli strumenti e delle voci si unirà
la santità della vita.
A conferma di quanto espresso, desidero evidenziare che il 4
dicembre 1963 il Concilio Ecumenico Vaticano II approvò
all’unanimità la costituzione “Sacrosanctum Concilium” sulla
sacra Liturgia, il cui splendido capitolo VI è dedicato alla Musica
Sacra.
In esso si leggono le seguenti eccellenti dichiarazioni
programmatiche: «La tradizione musicale della Chiesa costituisce un
patrimonio d’inestimabile valore, che eccelle tra le altre
espressioni dell’arte, specialmente per il fatto che il canto sacro,
unito alle parole, è parte necessaria ed integrante della liturgia
solenne. Il canto sacro è stato lodato sia dalla sacra Scrittura,
sia dai Padri, sia dai Romani Pontefici; costoro recentemente, a
cominciare da San Pio X, hanno sottolineato con insistenza il
compito ministeriale della musica sacra nel culto divino. Perciò la
musica sacra sarà tanto più santa quanto più strettamente sarà unita
all’azione liturgica, sia dando alla preghiera un’espressione più
soave e favorendo l’unanimità, sia arricchendo di maggior solennità
i riti sacri. La Chiesa poi approva e ammette nel culto divino tutte
le forme della vera arte, purché dotate delle qualità necessarie»
(n. 112). E aggiunge al n. 120: «Nella Chiesa latina si abbia in
grande onore l'organo a canne, strumento musicale tradizionale, il
cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle
cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e
alle cose celesti».
L’organo a canne è uno strumento musicale che ad oggi resta
misterioso ai più, ma che fin dai tempi più antichi ha ornato le
nostre chiese. Un potente mezzo di preghiera e di elevazione
spirituale. Tra tutte le opere d’arte che impreziosiscono le nostre
chiese, l’organo è forse il vero trait d’union tra il terreno
e il Divino. Infatti, nessun’altra espressione artistica riesce ad
emozionare l’animo umano come sa fare la musica e, se uniamo a
questa enorme potenzialità tutta la forza sonora ed emotiva che solo
l’organo è in grado di sprigionare, otteniamo un qualcosa che
oltrepassa prepotentemente i limiti che la natura umana ci impone.
L’uso dell’organo per accompagnare il canto può sostenere le voci,
facilitare la partecipazione e rendere più profonda l’unità
dell’assemblea. Difatti la musica, come la pittura, hanno nella
Chiesa una funzione essenzialmente ministeriale nel culto divino.
Perciò la musica sacra è tanto più santa quanto più strettamente è
unita all’azione liturgica, sia dando alla preghiera un’espressione
più soave e favorendo l’unanimità, sia arricchendo di maggiore
solennità i riti sacri.
L’organo ha una sua caratteristica particolare. La molteplicità dei
suoni e la capacità di fonderli in armonia fanno di esso uno
strumento dall’evidente carattere comunitario, simbolo dell’unità
nella diversità. La musica è ancella dell’azione liturgica e su di
essa modella i propri interventi.
Sono questi i motivi che mi hanno spinto a promuovere e realizzare
l’organo a canne per la chiesa di Vairano, pur affrontando non poche
difficoltà.
In realtà, un
organo è un investimento per la generazione attuale e anche per
quelle future: ne sono testimonianza i numerosi strumenti antichi
che ci sono nel mondo e di cui fruiamo tutti oggi proprio perché,
quella volta, qualche sacerdote e una comunità più sensibile fecero
un investimento ingente ma duraturo.
Peraltro, desidero ricordare che la casa organaria Mascioni, da me
scelta, è senz'altro una garanzia per professionalità e competenza.
Alla Famiglia Mascioni va il mio sentito ringraziamento per la
disponibilità mostrata in tutte le fasi della realizzazione di
questo progetto cosi importante.
Un sentito e doveroso ringraziamento lo rivolgo al Maestro Emanuele
Cardi, per il progetto fonico dello strumento.
Un rinnovato
grazie ai fedeli tutti della comunità parrocchiale dei Santi Cosma e
Damiano in Vairano Scalo, di cui mi onoro essere parroco. La loro
grande generosità ancora una volta non è stata smentita. Il Signore
ricompensi tutti e ciascuno in grazie e benedizioni.
Ora non ci resta
che attendere alcuni mesi per poter udire la maestosità della sua
voce e rendere lode a Dio Padre, che nel Figlio suo Gesù Cristo ci
rende idonei ad innalzare il Cantico nuovo.
Don Luigi De
Rosa, parroco |
M° Emanuele Cardi
Ogni nuovo organo dovrebbe
essere una realizzazione unica, pregevole, destinata a sopravvivere
di parecchie generazioni alla sua committenza e che porti in se - un
po’ come per gli uomini – il desiderio di “invecchiare” il più tardi
possibile.
L’esperienza percorsa a
Battipaglia, di costruire strumenti nuovi storicamente ispirati
(Chiesa e Santuario di S. Maria della Speranza) o di collocare
organi storici di altre nazioni (Organo T. C. Lewis progettato da A.
Guilmant – chiesa di S. Gregorio VII), a mio personale giudizio, si
è rivelata vincente. Gli apprezzamenti di tantissimi colleghi
provenienti da tutto il mondo che avevano avuto modo di suonare
questi strumenti negli ultimi quindici anni mi avevano convinto che
anche a Vairano si poteva proporre un’operazione simile.
Su precisa indicazione del
parroco, l’organo - che sarebbe stato collocato in cantoria sopra
l’ingresso ed essere a trasmissione meccanica - doveva avere una
seconda consolle nei pressi dell’altare. Questa considerazione
unitamente al fatto che la Campania, al pari delle altre regioni
italiane, è terra ricchissima di organi storici d’impianto classico
italiano spostava in avanti l’ambito temporale al quale ispirarsi.
Il pensiero è quindi andato
immediatamente all’organaria francese, con particolare riguardo agli
stilemi costruttivi di Aristide Cavaille-Coll, del quale ricorre tra
l’altro proprio quest’anno il bicentenario della nascita. L’organo
di Vairano non dovrà essere però una copia - procedimento che
potrebbe avere una valenza didattica ma che non riveste alcun
interesse nel nostro caso - bensì uno strumento dai forti connotati
stilistici di una particolare scuola, adattati alle dimensioni
sonore e alle esigenze liturgiche della chiesa destinataria dello
strumento, e, non ultime, alle prospettive artistiche che certamente
scaturiranno da questa interessantissima realizzazione.
Lo strumento annovererà in se
caratteristiche peculiari della tradizione romantica francese e
della scuola di Cavaille-Coll, nonché innovazioni tecniche
introdotte da quest’ultimo.
In particolare, il poderoso
Récit, vedrà la piramide delle ance posta su un proprio somiere con
la pressione differenziata tra bassi e soprani mentre le misure
delle canne si rifanno agli organi Cavaille-Coll di Caen, Royaumont
e Madrid. Al fine di caratterizzare al meglio le sonorità francesi
del nuovo organo è da rilevare la collaborazione, per quanto
concerne l’intonazione, tra Mascioni e l’organaro Jean Pascal
Villard, attivo a Poitiers dal 1986.
Sono fiducioso che questo
strumento saprà ricompensare gli sforzi di una comunità intera e del
suo parroco, Don Luigi, attento come pochi verso l’arte in generale
e la musica in particolare.
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