RESTAURI

Sono oltre 130 gli strumenti storici finora restaurati dalla Mascioni, tra le opere più rilevanti ricordiamo l’organo “Antegnati” (1554) della chiesa di S.Maurizio a Milano, il “Facchetti” (1545) della chiesa di S.Sisto a Piacenza, i “Serassi” del Duomo di Guastalla (1793), del Duomo di Albenga (1840), del Duomo di Pisa (1832, 2 tast. 58 registri), del Duomo di Parma (1767, 2 tast. 44 registri), il restauro/ricostruzione dell’organo Antegnati-Bossi (2 tast. 45 registri) della Collegiata di Bellinzona (Svizzera), il Donato Del Piano della chiesa di S. Nicolò La Rena a Catania (1780, 5 tastiere), il grande organo della tribuna nella Cattedrale Notre Dame des Doms di Avignone, il settecentesco organo di Venezia Chiesa S.Canciano, l’organo “Bernasconi – 1884”della Basilica di S.Calimero in Milano.

Alcuni importanti interventi:

Milano – S. Maurizio al Monastero Maggiore

L’organo della chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore di Milano è una ricostruzione storica dell’organo di Gian Giacomo Antegnati del 1554 effettuata dalla nostra casa organara nel 1982.

Milano – Basilica S.M. della Passione

La Basilica, seconda a Milano per ampiezza dopo il Duomo, fu eretta a partire dal 1485, per lascito del nobile arcivescovo milanese Daniele Birago, e venne terminata nel 1729.

Avignone (France) – Cattedrale Notre Dame des Doms

Il nome di “Nostra Signora de’ Doms” viene dal latino Domus episcopali, che significa “Casa del Vescovo”. Gli storici pensano che sin dal IV secolo, vi fosse in questo luogo una basilica accanto alla quale il vescovo aveva stabilito la sua dimora.

Bellinzona (Switzerland) – Collegiata dei Santi Pietro e Stefano

La chiesa trae il nome da due edifici religiosi precedenti: la chiesa di San Pietro, menzionata a partire dal 1168 a ridosso del Castelgrande, e quella di Santo Stefano, attestata sin dal 1424 e consacrata nel 1473.

Parma – Duomo

Le notizie più antiche relative agli organi del Duomo di Parma risalgono alla prima metà del XV secolo quando Andrea da Rimini e suo figlio Pellegrino costruirono, su commissione dell’allora Vescovo suffraganeo di Parma, Domenico da Imola, un nuovo organo.